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Due nuovi collaborazioni

Salve a tutti,ecco a voi due nuovi collaborazioni:

  • AR.PA, azienda dall’esperienza ultratrentennale nella produzione e commercializzazione di lieviti per dolci e salati, preparati per crema, budini e panna cotta, cacao amaro e zuccherato, zucchero impalpabile e vanigliato, fecola di patate ed affini.
Ecco a voi cosa mi ha mandato:
  • 2 buste Lievito vanigliato AR.PA per 1/2 Kg. 15g.
  • 1 astuccio da 5 buste di lievito secco attivo gr.10
  • 2 buste Lievito vanigliato LELA 16 g.
  • 2 buste Lievito S.LUCIA per pizza e salati 15 g.
  • 2 buste Novacrema vanigliata per 1/2 lt. 8 g.
  • 2 buste Vanillina pura 0,5 g.
  • 1 Zucchero impalpabile 125 g.
  • 1 Zucchero impalpabile vanigliato 125 g.
  • 1 Zucchero in granella 125 g.
  • 1 Fecola di patate 125 g.
  • 1 Cacao zuccherato 75 g.
  • 2 buste Espresso Haiti 28 g.
  • 2 buste Pannalta 10 g.
  • 2 Ricettari per dolci e salati
  A presto le immagini!!!!!!




Ecco cosa mi ha mandato la nota azienda dell'aceto balsamico di Modena Giusti.
Quando si parla di Aceto Balsamico e' facile riconoscere che questo prezioso bene rappresenta una secolare ragione di lustro per la citta' di Modena, ne incarna una parte di storia e cultura al centro del cuore di quella terra di buongustai chiamata Emilia Romagna, culla di un'intramontabile tradizionale culinaria.
Le singolari caratteristiche microclimatiche e geologiche della zona unite all'indiscutibile amore dei modenesi per le cose buone, hanno generato due tra i prodotti piu' amati e invidiati del mondo: l'Aceto Balsamico di Modena e l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Le prime testimonianze di questo sapiente quanto particolare utilizzo dell'Uva, da cui entrambi derivano, risale forse al tempo degli antichi romani anche se da allora le molte ricette e le tecniche di produzione tramandate di padre in figlio, hanno ricevuto in dono battesimi diversi prima che questo delizioso nettare acquisisse le denominazioni che noi oggi conosciamo.
Di certo e' facile ricordare l'antica tradizione modenese per cui le "resdore" , le donne di casa, erano impegnate nella gestione di un tesoro grande: le acetaie, composte da botticelle in legno usate per invecchiare l'aceto, spesso ricevute in dote o attivate in occasione della nascita di un figlio.
Da questi beni si estraeva un balsamo pregiato che destava perfino la curiosita' di nobili, duchi, principi e zar, affascinati dalle proprieta' terapeutiche e afrodisiache di questa rarita'.
Nell'Europa del tardo Ottocento la cultura dell'Aceto Balsamico si diffonde ed e' simbolo di quel periodo storico caratterizzato dalla passione per il viaggiare e il bel vivere dei ceti benestanti, ben lieti di far proprio un prodotto lussuoso proveniente da un piccolo Ducato italiano.
Tra gli altri proprio  a Giuseppe Giusti e poi a suo figlio Pietro, spetta il merito di aver conquistato il pubblico con Aceti Balsamici di 30, 50, addirittura 100 anni, vanto della loro bottega, assaporati nelle fiere e nelle Esposizioni Universali di mezza Europa .
E' in questo periodo che la fama dell'altissima qualita' degli aceti Giusti travalica i confini nazionali, ponendo le basi di una duratura credibilita': in pochi decenni, infatti, il prodotto ottiene diverse medaglie prestigiose, di cui 14 d'oro. La piu' famosa premia un "aceto di anni 90" sotto una contestata ed avveniristica Tour Eiffel, costruita proprio in occasione della celebre Exposition Universelle de Paris del 1900.

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1 commenti:

giovanna ha detto...

Complimenti per le collaborazioni. Ciao.

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